Tu chiamale, se vuoi, emozioni…
Emozioni e ormoni: un’unica danza interiore
Spesso pensiamo alle emozioni come a qualcosa di astratto. In realtà, ogni stato emotivo coinvolge anche il sistema nervoso, il sistema endocrino e il respiro.
Lo stress, per esempio, attiva una risposta antica e potente: il corpo si prepara all’azione. Vengono coinvolti adrenalina, noradrenalina e cortisolo, ormoni legati alla risposta di attacco o fuga. L’adrenalina accelera il battito cardiaco e aumenta l’energia disponibile, mentre il cortisolo sostiene lo stato di allerta e favorisce il rilascio di glucosio nel sangue, utile per affrontare una situazione percepita come minacciosa.
Questa risposta è preziosa quando il pericolo è reale e temporaneo. Il problema nasce quando il corpo resta troppo a lungo in modalità emergenza. In quel caso, ciò che dovrebbe proteggerci può trasformarsi in sovraccarico: tensione, insonnia, irritabilità, stanchezza, difficoltà digestive, ansia, chiusura emotiva.
Il corpo, in fondo, non distingue sempre tra un pericolo reale e una preoccupazione continua. Un pensiero ripetuto, una ferita non elaborata, una relazione che ci consuma o un ambiente percepito come ostile possono mantenere attiva la stessa orchestra fisiologica dello stress.
Il respiro come ponte tra emozione e trasformazione
Tra tutti i movimenti del corpo, il respiro è uno dei più affascinanti. È automatico, ma può diventare consapevole. È fisico, ma risente immediatamente degli stati emotivi. È quotidiano, ma può diventare una pratica profonda di ascolto.
Quando siamo in ansia, il respiro tende ad accorciarsi.
Quando siamo spaventati, può bloccarsi.
Quando siamo rilassati, diventa più ampio e naturale.
Quando tratteniamo emozioni, spesso tratteniamo anche il respiro.
Lavorare sul respiro significa quindi entrare in una zona di confine: quella in cui il corpo incontra la psiche, e la psiche incontra l’energia.
È proprio qui che si inserisce il lavoro di BreathBalance, approccio che si presenta come basato su neuroscienze, fisiologia e P.E.V., Psicoanalisi Energetico Vibrazionale, di Alfonso Guizzardi, con l’obiettivo di ritrovare un respiro più armonico, ampio e consapevole.
BreathBalance e Psicologia Energetico Vibrazionale
Alfonso Guizzardi, psicologo, psicoterapeuta, sessuologo clinico e co-ideatore del BreathBalance con Nicoletta Ferroni, ha sviluppato un approccio in cui il respiro non viene osservato solo come funzione biologica, ma anche come espressione della struttura emotiva, corporea ed energetica della persona.
In questa visione, il modo in cui respiriamo può raccontare molto di noi: la nostra capacità di lasciar andare, di ricevere, di esprimerci, di sentire, di aprirci alla vita.
Un respiro contratto può parlare di difesa.
Un respiro superficiale può parlare di controllo.
Un respiro bloccato può custodire emozioni antiche.
Un respiro più libero può diventare spazio, movimento, possibilità.
La Psicologia Energetico Vibrazionale guarda quindi alla persona come a un insieme integrato: corpo, emozioni, energia, inconscio, relazione e storia personale non sono compartimenti separati, ma parti di un unico sistema vivente.
Quando l’emozione diventa energia trattenuta
Ogni emozione nasce per muoversi. La parola stessa “emozione” richiama un movimento: qualcosa che emerge, attraversa, chiede espressione.
Ma cosa accade quando un’emozione non può essere vissuta?
Se da bambini abbiamo imparato che non era sicuro arrabbiarsi, piangere, chiedere, esprimerci o mostrarci vulnerabili, il corpo può aver trovato strategie per contenere. Trattenere il respiro, irrigidire il diaframma, chiudere il petto, serrare la mascella, contrarre l’addome.
Questi gesti possono diventare automatici. Con il tempo, non ci accorgiamo più di trattenerci. Eppure il corpo continua a farlo.
In questo senso, il lavoro sul respiro può aiutare a riportare consapevolezza dove prima c’era automatismo. Non si tratta di forzare l’emozione, ma di creare uno spazio sicuro in cui il corpo possa lentamente ricordare che può respirare, sentire, sciogliere.
Ormoni, respiro e sicurezza interiore
Il sistema ormonale non vive isolato. Risponde al modo in cui percepiamo noi stessi e il mondo.
Quando ci sentiamo minacciati, il corpo tende a produrre risposte di allerta.
Quando ci sentiamo al sicuro, può attivare stati più vicini alla calma, alla digestione, al recupero, alla relazione.
Le pratiche di respirazione consapevole e rilassamento possono contribuire a modulare la risposta allo stress. Harvard Health, per esempio, descrive la respirazione addominale profonda e altre pratiche come strumenti utili per evocare la cosiddetta “risposta di rilassamento”, una risposta opposta alla modalità di allarme.
Questo non significa che basti respirare per cancellare traumi, ferite o conflitti profondi. Significa però che il respiro può diventare un alleato concreto. Una porta d’accesso. Una chiave gentile per comunicare al corpo: “ora puoi iniziare a lasciare andare”.
Dal controllo all’ascolto
Molte persone cercano di gestire le emozioni controllandole. Vogliono non sentire troppo, non crollare, non arrabbiarsi, non avere paura, non mostrarsi fragili.
Ma il controllo, quando diventa eccessivo, spesso aumenta la tensione.
L’ascolto, invece, apre un’altra via.
Ascoltare un’emozione non significa esserne travolti. Significa riconoscerla. Dare un nome a ciò che accade. Accorgersi di dove vive nel corpo. Sentire come modifica il respiro. Comprendere quale bisogno porta con sé.
Forse la rabbia chiede confini.
Forse la tristezza chiede cura.
Forse la paura chiede protezione.
Forse l’ansia chiede presenza.
Forse la stanchezza chiede verità.
Quando il corpo viene ascoltato, può iniziare a collaborare. E quando il respiro si apre, anche l’emozione può trovare una strada meno compressa.
Una visione integrata dell’essere umano
Parlare di ormoni ed emozioni significa parlare dell’essere umano nella sua interezza.
Non siamo solo chimica.
Non siamo solo pensiero.
Non siamo solo energia.
Non siamo solo corpo.
Siamo intreccio.
La scienza ci mostra che le emozioni hanno una base fisiologica reale. Gli approcci energetico-vibrazionali ci invitano a osservare anche il significato profondo, simbolico e personale di ciò che viviamo. Il respiro diventa il ponte tra questi mondi: concreto e sottile, visibile e invisibile, automatico e consapevole.
In questa prospettiva, il lavoro proposto da BreathBalance e dalla Psicologia Energetico Vibrazionale di Alfonso Guizzardi può essere letto come un invito a tornare al respiro non solo per rilassarsi, ma per conoscersi.
Perché il respiro non mente.
Racconta dove siamo aperti e dove siamo chiusi.
Dove fluiamo e dove tratteniamo.
Dove abbiamo paura e dove possiamo ricominciare.
Ritrovare il ritmo naturale
Il benessere non è uno stato fisso. È un ritmo.
Ci sono giorni in cui il corpo accelera.
Giorni in cui chiede riposo.
Giorni in cui il cuore si apre.
Giorni in cui qualcosa si contrae.
L’obiettivo non è essere sempre calmi, sempre felici, sempre centrati. Sarebbe un’altra forma di pressione. L’obiettivo è diventare più consapevoli dei nostri movimenti interiori, riconoscere i segnali del corpo, accogliere le emozioni e imparare a tornare, ogni volta, a un respiro più vero.
Gli ormoni raccontano la nostra risposta biologica alla vita.
Le emozioni raccontano il nostro modo di attraversarla.
Il respiro racconta il punto esatto in cui corpo e anima si incontrano.
E forse, proprio da lì, può iniziare un nuovo equilibrio.



