Sessualità a 70-80 anni: il tempo della tenerezza e della vibrazione sottile

Tra i 70 e gli 80 anni la sessualità assume una qualità completamente nuova. È la fase della vita in cui ogni gesto diventa essenziale, ogni contatto più prezioso, ogni abbraccio una benedizione. La spinta dell’istinto lascia spazio alla profondità dell’essere: l’amore non cerca più la forma, ma il senso.
La psicologia energetico-vibrazionale (vedi Il Grande Libro di Medicina e Psicologia Energetico Vibrazionale – Vol I, II, III)  interpreta questa età come un periodo in cui la forza vitale tende ad espandersi verso i centri più alti: cuore, voce, intuizione, spiritualità. L’energia non è più concentrata nel movimento fisico, ma nella presenza, nell’intenzione, nella tenerezza.

Il corpo che rallenta, l’anima che si apre

A 70 anni il corpo non sempre segue i desideri, ma è ancora capace di piacere, emozione, contatto. La sessualità non scompare: si trasforma in intimità consapevole.
Il corpo maturo chiede calma, delicatezza, calore. Le sensazioni diventano più sottili ma anche più profonde: la pelle ricorda, il cuore si apre, la mente lascia andare.
La sessualità non è più un atto, ma un incontro. Non più un bisogno da soddisfare, ma una vibrazione da condividere.

In questa fase l’amore fisico spesso diventa un’estensione dell’affetto quotidiano: una mano che accarezza, una guancia che si appoggia, due respiri che si uniscono.

La meditazione come porta verso l’intimità spirituale

La meditazione acquista un valore immenso.
A quest’età la meditazione non serve solo a calmare la mente, ma a riconnettere energia e corpo (vedi Il Grande Libro di Medicina e Psicologia Energetico Vibrazionale – Vol I, II, III), a sentirsi vivi nel profondo.

Un esercizio semplice e molto efficace è la meditazione del cuore lento:

  • seduti in un luogo tranquillo,
  • una mano sul petto e una sull’addome,
  • si respira lentamente immaginando che ogni inspirazione porti luce, e ogni espirazione diffonda calma.

Dopo alcuni minuti il corpo si rilassa, e l’energia inizia a fluire dolcemente. Questa pratica rende l’intimità più naturale, più morbida, più sentita.

Il respiro come linguaggio dell’amore maturo

Il respiro consapevole diventa il vero ponte tra due persone.
Anche quando la fisicità è limitata, è il respiro a creare unione, sincronizzazione, complicità.

La respirazione armonica di coppia è ideale per questa età:

  • seduti vicini,
  • ci si tiene per mano,
  • e si respira allo stesso ritmo.

Questa pratica, oltre a calmare il sistema nervoso, crea un’intimità profonda che non dipende dal corpo, ma dalla vibrazione condivisa.

Esercizi vibrazionali delicati per mantenere viva l’energia

Anche dopo i 70 anni, semplici esercizi vibrazionali possono risvegliare vitalità e piacere:

  • Mormorio vibrante: emettere un suono basso, come un “mmm” dolce e continuo, sentendo la vibrazione nel petto. Aiuta a sciogliere tensioni e ad aprire il cuore.
  • Micro-movimenti consapevoli: seduti o sdraiati, muovere il bacino in lievi onde, senza sforzo. Questo risveglia l’energia del radicamento in modo gentile.
  • Carezze energetiche: accarezzare la pelle senza pressione, solo con sfioramenti, percependo la vibrazione che si crea sotto le dita.

Questi gesti semplici alimentano l’energia sottile, rendono il corpo più ricettivo e aprono la porta a una sensualità nuova.

L’intimità come presenza e gratitudine

A 70-80 anni la sessualità diventa un atto di presenza, non di prestazione. L’amore è un incontro spirituale, un modo di dirsi: “Sono qui con te”.
Molte coppie scoprono una forma di erotismo più tenera e autentica, dove la bellezza non sta nel corpo giovane, ma nella verità del legame.

La psicologia energetico-vibrazionale insegna che l’energia sessuale è eterna: cambia ritmo, intensità e manifestazione, ma non si estingue. Si trasforma nella capacità di amare con gli occhi, con le mani, con il respiro, con la presenza.

A quest’età, la sessualità diventa spesso la vibrazione dell’anima, un modo per sentirsi vivi, uniti e profondamente umani.

 

Sessualità a 60-70 anni: il tempo della tenerezza e della vibrazione sottile

A sessant’anni la vita sembra chiedere una nuova grammatica del sentire. Il corpo non risponde più con la rapidità di un tempo, ma si fa più saggio, più sensibile, più vero. La sessualità non scompare: cambia vibrazione. Diventa una lingua fatta di silenzi, sguardi, carezze lente. Non è più solo desiderio di possesso, ma bisogno di unione, di presenza, di dolcezza condivisa.

Nella visione della psicologia energetico-vibrazionale (vedi Il Grande Libro di Medicina e Psicologia Energetico Vibrazionale – Vol I, II, III), ogni fase della vita corrisponde a un diverso livello di frequenza interiore. Dopo i 60 anni l’energia vitale non si concentra più nella forza fisica o nell’impulso ormonale, ma si sposta verso dimensioni più sottili: il cuore, la voce, la mente. È un’energia più calma ma non meno intensa, che si manifesta come calore, empatia, complicità.

Il corpo come strumento di saggezza

Il corpo maturo non è un corpo “meno”, ma un corpo che ha imparato. Porta le tracce di ogni esperienza, di ogni abbraccio, di ogni emozione. Ha attraversato fatiche e guarigioni, e ora chiede di essere ascoltato con rispetto.
In questa fase, la sessualità non può più essere slegata dalla cura: la cura di sé e dell’altro. L’atto erotico diventa un incontro consapevole, in cui la lentezza è una forma di attenzione e il piacere nasce dall’ascolto reciproco.

L’energia sessuale a 60-70 anni può essere più delicata, ma anche più spirituale. Si tratta di riconoscere che la vitalità non risiede solo nei muscoli, ma nel respiro, nel contatto, nella capacità di lasciarsi attraversare dalla vita.

La meditazione come alleata del corpo e dell’anima

La meditazione in questa età assume un ruolo centrale: aiuta a riconnettersi con la propria energia sottile e a liberare tensioni mentali o fisiche. Meditare significa creare spazio dentro di sé, un luogo di quiete dove riscoprire la propria intimità più profonda.

Un esercizio semplice consiste nel sedersi comodi, chiudere gli occhi e portare attenzione al respiro. Con ogni inspirazione si immagina di ricevere luce e calore; con ogni espirazione si lascia andare rigidità e pensieri. Dopo alcuni minuti, si può visualizzare una luce dorata che nasce dal cuore e si espande nel corpo, fino a circondare tutto l’essere.
Questo tipo di meditazione non solo rilassa, ma riaccende la connessione tra cuore e corpo, base di una sessualità autentica e vibrante.

Il respiro come filo invisibile dell’intimità

Il respiro resta il ponte tra corpo e spirito. A 60 anni imparare a respirare in modo pieno e lento aiuta a mantenere viva la vitalità interiore.
La respirazione consapevole calma la mente e rende il corpo più ricettivo. Un esercizio utile è la respirazione dell’unione: seduti di fronte al partner, ci si guarda negli occhi e si respira allo stesso ritmo, inspirando insieme e poi espirando lentamente. Dopo pochi minuti si percepisce una sensazione di connessione profonda, come se i due corpi vibrassero in un unico respiro.

Questo esercizio riporta la sessualità alla sua essenza: un incontro di energie, non solo di corpi. Il piacere non deriva più dalla tensione, ma dall’armonia.

Esercizi vibrazionali per mantenere viva l’energia

Anche a questa età, gli esercizi vibrazionali aiutano a mantenere la vitalità e la sensibilità. Sono pratiche semplici, dolci, che favoriscono il movimento energetico e l’apertura del cuore.

  • Vibrare con la voce: emettere suoni bassi e caldi (“OM”, “AAH”, “HU”) mentre si respira lentamente. Le vibrazioni sonore risvegliano il corpo e liberano il respiro.
  • Movimento del cuore: con gli occhi chiusi, portare una mano sul petto e una sull’addome, e oscillare lentamente avanti e indietro, seguendo il ritmo del respiro. Aiuta a riconnettere mente, corpo ed emozione.
  • Camminata consapevole: durante una passeggiata, sentire i piedi che toccano il suolo, il corpo che si muove in armonia, il vento sulla pelle. Anche questa è sessualità: contatto vivo con la vita.

L’intimità come preghiera del corpo

A 60-70 anni la sessualità diventa quasi una meditazione condivisa. È l’arte di ascoltare l’altro senza fretta, di abbandonarsi al ritmo naturale del cuore e del respiro.
Molte coppie scoprono che l’amore fisico, quando è accompagnato da presenza e delicatezza, diventa più intenso e profondo di quanto lo sia mai stato in passato. Non serve più la ricerca della prestazione: basta esserci, con autenticità.

La psicologia energetico-vibrazionale (vedi Il Grande Libro di Medicina e Psicologia Energetico Vibrazionale – Vol I, II, III)  ci insegna che l’energia sessuale è la stessa che anima la vita stessa. Non finisce mai: muta forma, come una corrente che dal desiderio fisico si trasforma in calore del cuore, creatività, spiritualità, e amore per la vita.

In questa fase, la sessualità può diventare una preghiera del corpo, una danza lenta che celebra l’essere vivi. È la vibrazione più alta: quella della gratitudine.

Sessualità a 50-60 anni: energia che si trasforma, consapevolezza che fiorisce

La sessualità a 50-60 anni è un territorio nuovo, spesso sorprendente. È una fase della vita in cui si cambia pelle: il corpo rallenta, le priorità interiori si ridefiniscono, ma l’energia — se ascoltata e coltivata — non si spegne. Si trasforma.
Dopo i 50 anni la sessualità smette di essere una corsa e diventa un cammino. Un ritorno verso sé stessi, un dialogo tra anima e corpo che si fa più sottile, ma anche più autentico.

Secondo la psicologia energetico-vibrazionale (vedi Il Grande Libro di Medicina e Psicologia Energetico Vibrazionale – Vol I, II, III) , ogni fase della vita corrisponde a una diversa frequenza del nostro campo energetico. A questa età l’energia vitale, che in gioventù era concentrata nella spinta verso l’esterno, comincia a risalire, a cercare equilibrio tra i centri più alti — cuore, gola, mente — e quelli più bassi. Non è una perdita di potenza, ma un raffinamento.
La sessualità diventa allora una forma di consapevolezza: un incontro tra vibrazioni, un abbraccio energetico che unisce intimità, affetto e presenza.

Il corpo che cambia, l’energia che insegna

Molti vivono i cambiamenti fisici di questa età — la menopausa, l’andropausa, la variazione ormonale — come una diminuzione del desiderio. Ma la prospettiva vibrazionale invita a leggere questi passaggi non come “fine”, bensì come trasformazione del linguaggio energetico del corpo.
La sensibilità si sposta: il piacere non è più solo genitale, ma si diffonde in tutto il corpo, attraverso il respiro, la pelle, il battito del cuore.
Quando si impara ad ascoltare queste vibrazioni sottili, l’esperienza intima diventa più lenta, più intensa e più profonda.

La meditazione come via di rinascita

Dopo i 50 anni, la meditazione diventa uno strumento di rigenerazione. Aiuta a riconnettersi con il corpo senza giudizio e a sciogliere la paura di “non essere più come prima”.
Una pratica semplice consiste nel sedersi in silenzio, chiudere gli occhi e visualizzare un flusso di luce dorata che parte dal cuore e si espande a ogni respiro. Questa luce rappresenta la propria energia vitale, sempre presente, anche quando il corpo cambia.
La meditazione regolare calma la mente, apre il cuore e rende più ricettivi al piacere.

Il respiro come ponte tra corpo ed energia

Il respiro è il filo invisibile che collega materia e spirito. In questa fascia d’età, imparare a respirare con consapevolezza significa mantenere vivo il contatto con la propria energia sessuale.
Un esercizio utile è la respirazione a onde: inspirare lentamente dal naso, immaginando l’aria che scende fino al bacino; poi espirare dalla bocca, sentendo l’energia risalire verso il petto e la testa. Questo flusso ascendente e discendente armonizza i centri energetici e dona un senso di pienezza.
Praticata in coppia, la respirazione sincronizzata diventa una danza di energia condivisa, un modo per riscoprire la fusione attraverso il respiro e lo sguardo.

Esercizi vibrazionali per rinnovare l’energia

La psicologia energetico-vibrazionale suggerisce piccoli rituali quotidiani per mantenere vivo il flusso vitale. Eccone alcuni:

  • Vibrare con il suono: emettere vocali profonde (“OM”, “A”, “U”) mentre si porta l’attenzione al petto e al bacino. Le vibrazioni sonore stimolano i centri energetici e favoriscono il rilascio di emozioni represse.
  • Auto-massaggio energetico: con movimenti lenti e circolari, toccare il corpo come gesto di riconoscenza, non di controllo. Questo rafforza il legame mente-corpo e risveglia la sensibilità.
  • Movimento consapevole: camminare lentamente o danzare con occhi chiusi, seguendo il ritmo del proprio respiro. È un modo per far circolare energia e riscoprire piacere nel semplice esserci.

Il piacere come presenza

A 50-60 anni la sessualità non è più una prova di vitalità, ma un atto di presenza e libertà. Si scopre che l’intimità può esistere anche senza il bisogno di “fare”, ma nel semplice “essere insieme”.
Il piacere nasce dalla calma, dalla fiducia, dal lasciarsi toccare dentro e fuori. È un’energia che illumina la vita, non solo la notte.

La psicologia energetico-vibrazionale (vedi Il Grande Libro di Medicina e Psicologia Energetico Vibrazionale – Vol I, II, III) ci insegna che quando accogliamo il corpo con amore, la sua energia torna a fluire. Il desiderio allora non scompare: cambia forma. Diventa più morbido, più spirituale, più luminoso.
La sessualità a questa età non è meno intensa, ma più vera: una vibrazione che unisce anima e corpo in un abbraccio universale, dove il tempo non toglie, ma purifica.

Sessualità a 40-50 anni: energia, consapevolezza e vibrazione interiore

La sessualità non è mai un fenomeno statico, ma un processo che evolve insieme alla persona. Nella fascia d’età compresa tra i 40 e i 50 anni questo diventa particolarmente evidente: il corpo cambia, le priorità si trasformano, l’energia si muove in modo diverso. Se in gioventù l’erotismo è spesso dominato dall’impulso e dalla curiosità, a questa età la sessualità può assumere una dimensione più matura, profonda e consapevole.

La psicoanalisi energetico-vibrazionale (vedi Il Grande libro di Medicina e psicologia energetico vibrazionale di Alfonso Guizzardi)) ci offre una chiave di lettura preziosa per comprendere questa fase della vita. Secondo questa prospettiva, la sessualità non è solo il risultato di meccanismi biologici o di desideri psicologici, ma un vero e proprio flusso energetico che attraversa tutto l’essere umano. Ogni incontro intimo è una danza di vibrazioni, un dialogo tra campi energetici che va oltre il semplice contatto fisico.

Un nuovo linguaggio del corpo
Intorno ai 40 anni l’organismo inizia a modificarsi: la risposta ormonale si fa meno immediata, il recupero è più lento, e spesso lo stress di lavoro e famiglia riduce la spontaneità del desiderio. Ma proprio qui si apre una possibilità straordinaria: trasformare la sessualità in un linguaggio di presenza e connessione, non più basato solo sulla performance ma sulla qualità del contatto.
La sessualità diventa allora occasione di ascolto profondo: riconoscere le sensazioni sottili, sintonizzarsi con il partner, accogliere le emozioni senza giudizio. La vibrazione energetica non riguarda soltanto i genitali, ma attraversa tutto il corpo: mani, respiro, sguardo, voce.

Il ruolo della meditazione
La meditazione può diventare uno strumento fondamentale per chi desidera vivere la sessualità in modo più pieno a questa età. Bastano pochi minuti al giorno di silenzio interiore per affinare l’ascolto e ridurre le tensioni accumulate. Meditare significa allenarsi a stare nel “qui e ora”: un atteggiamento che, trasportato nell’intimità, permette di gustare ogni sensazione con maggiore intensità.
Un semplice esercizio meditativo consiste nel sedersi comodamente, chiudere gli occhi e portare l’attenzione al corpo. Sentire il respiro che entra ed esce, percepire il battito del cuore, osservare i pensieri senza trattenerli. Con la pratica regolare, aumenta la consapevolezza e diminuisce l’ansia da prestazione, favorendo una sessualità più fluida e autentica.

Respirazione ed energia vitale
La respirazione è uno dei canali principali attraverso cui l’energia sessuale si muove. Quando respiriamo in modo superficiale, l’energia rimane bloccata nella parte bassa del corpo; quando invece respiriamo profondamente e consapevolmente, l’energia può salire e fluire.
Un esercizio utile è la respirazione circolare vibrazionale: sdraiati, con gli occhi chiusi, si inspira lentamente dal naso portando l’aria fino al basso ventre, poi si espira dalla bocca emettendo un suono vibrante, come un leggero “mmm” o “aaa”. Questo permette di sciogliere le tensioni, stimolare il diaframma e risvegliare la vitalità. Con la pratica, il corpo si scalda, l’energia si espande e la sessualità si nutre di un senso di vitalità nuova.

Esercizi vibrazionali per il corpo
Accanto alla meditazione e al respiro, gli esercizi vibrazionali aiutano a risvegliare il corpo e renderlo più sensibile. Possono essere pratiche semplici, da fare anche da soli, per riconnettersi alla propria energia:
• Oscillazione consapevole: in piedi, a piedi nudi, ci si lascia dondolare dolcemente avanti e indietro, percependo come il peso passa dai talloni alla punta dei piedi. Questo movimento stimola il radicamento e aumenta la percezione del corpo.
• Suoni del corpo: emettere vocali prolungate (“A”, “O”, “U”) mentre si respira profondamente. Le vibrazioni sonore massaggiano internamente e favoriscono il rilascio di blocchi emozionali.
• Movimento libero: lasciare che il corpo si muova spontaneamente seguendo la musica o il ritmo del respiro. Questo aiuta a liberare tensioni e ad aprirsi alla spontaneità, qualità essenziale nell’incontro sessuale.

La fiamma che non si spegne
La sessualità a 40-50 anni non è un tramonto, ma un nuovo inizio. Non ha più i toni impetuosi della giovinezza, ma può diventare una fiamma costante che scalda e illumina. La chiave sta nel portare attenzione, presenza e cura all’energia che ci attraversa.
La psicoanalisi energetico-vibrazionale ci ricorda che ogni gesto, ogni respiro e ogni sguardo sono vibrazioni che possiamo condividere. La maturità offre l’opportunità di vivere la sessualità come un atto sacro: un incontro in cui corpo, mente ed energia si fondono in un’unica danza.
In questa prospettiva, l’amore non è più solo desiderio, ma cammino di consapevolezza: un viaggio che continua a rinnovarsi, alimentato dalla forza del respiro, dal calore della presenza e dal coraggio di lasciarsi vibrare insieme.

La Sessualità tra i 30 e i 40 anni da una prospettiva energetico-vibrazionale

Tra i 30 e i 40 anni, la sessualità non è più solo una questione di impulso fisico: si configura come una dimensione complessa, in cui si intrecciano consapevolezza corporea, maturità psicologica e qualità dell’energia vitale. In questa fase, il soggetto affronta sfide legate alla relazione di coppia, al lavoro e alle responsabilità familiari, che impattano profondamente sulla sua energia sessuale.

Secondo Alfonso Guizzardi, «il modello della psicoanalisi energetico-vibrazionale può essere rappresentato graficamente con l’immagine del nodo a trifoglio. Dove Corpo, Psiche e Campi energetici si intersecano in canali, porte, luoghi, punti o nodi» Il Giardino dei Libri. Questo nodo a trifoglio descrive l’essere umano come un sistema integrato in cui la sessualità riflette non solo l’armonia psicofisica, ma anche l’equilibrio energetico.

  1. Energia sessuale come dinamica vitale

Guizzardi sostiene che la vita pulsa secondo dinamiche contrattive-espansive, centrifughe e centripete: queste tensioni non riguardano solo il corpo, ma travalicano ogni livello dell’essere Il Giardino dei Libri. In età adulta, tra i 30 e i 40 anni, l’energia sessuale può esprimersi nel suo potere creativo e rigenerativo oppure bloccarsi, generando disarmonia, insoddisfazione o calo della libido.

In termini psicologico-vibrazionali, alimentare l’energia sessuale significa permettere un flusso armonico tra i livelli interconnessi del sé – fisico, emozionale e energetico.

  1. Consapevolezza relazionale e campo condiviso

La sessualità matura non è solo un atto individuale, ma un processo in cui i campi energetici dei partner si intrecciano. Emozioni come amore, fiducia e gioia generano frequenze armoniche, fondamentali per il desiderio e l’intimità. Al contrario, stress, ansia o risentimento producono frequenze dissonanti, in grado di ostacolare la connessione.

L’approccio di Guizzardi invita a considerare l’atto sessuale non solo come esperienza corporea, ma come campo energetico condiviso che necessita di equilibrio e consapevolezza.

  1. Stress come ostacolo energetico

Nel decennio tra 30 e 40 anni, la quotidianità è spesso segnata da ritmi intensi e responsabilità elevate. Lo stress agisce come una contrazione energetica, riducendo la vitalità, il desiderio e la capacità di abbandonarsi al piacere. Una contrazione che si riflette su tutti i livelli: muscolare, psichico ed energetico.

Guizzardi sottolinea l’importanza di pratiche integrate come la respirazione consapevole e il movimento energetico (es. BreathBalance, che coesiste nella sua opera) per riattivare il flusso vitale e ristabilire armonia interna Il Giardino dei Libri.

  1. La coscienza come creazione della realtà

L’autore riprende anche spunti dalla moderna fisica quantistica e dalla saggezza orientale: «l’individuo, attraverso l’atto di coscienza, crea veramente la ‘realtà’, e che dunque il rapporto fra l’uno e l’altra non ha soluzione di continuità» Il Giardino dei Libri. In altre parole, la consapevolezza e l’intenzione plasmano la qualità dell’esperienza sessuale, conferendole potere trasformativo.

  1. Sessualità come percorso di integrazione

Questa fase della vita può rendere la sessualità una via di crescita interiore e trasformazione. Non si tratta solo di piacere, ma di un equilibrio dinamico attraverso cui il corpo, la mente e l’energia dialogano in modo coerente.

L’approccio energetico-vibrazionale suggerisce di:

  • ascoltare i segnali del corpo,
  • trasformare le emozioni disarmoniche,
  • sviluppare comunicazione autentica nella coppia,
  • coltivare momenti di connessione consapevole con pratiche energetici, respiratorie o meditative.

Tali momenti diventano meditazioni attive, in cui il piacere diviene strumento di equilibrio e guarigione.

Conclusione

La sessualità tra i 30 e i 40 anni, vista attraverso la lente della psicologia energetico-vibrazionale emerge come un’esperienza profondamente integrata, che coinvolge corpo, mente, emozioni e campo energetico. L’energia sessuale, se libera ed equilibrata, rivela la capacità dell’individuo di creare benessere, connessione e trasformazione interiore in questa fase cruciale della vita.

 

La Vita Affettiva e la Sessualità dai 20 ai 30 Anni: un Viaggio tra Scoperta e Consapevolezza

I vent’anni sono spesso raccontati come l’età della libertà assoluta. In parte è vero: si sperimenta, si esplora, si cerca di capire chi siamo e cosa vogliamo. Ma la verità è che, sul piano affettivo e sessuale, questi anni sono anche un periodo delicato, fatto di entusiasmi ma anche di dubbi e paure.

Secondo la psicologa dello sviluppo Laura Bianchi, “la sessualità tra i 20 e i 30 anni non è solo un fatto biologico: è un linguaggio che racconta come ci percepiamo e come vogliamo essere visti”. E in effetti, i legami che costruiamo in questa fase hanno un forte impatto sulla nostra autostima e sulla fiducia negli altri.

Nel suo libro “La goccia nell’OceanoAlfonso Guizzardi ci parla dell’amore come un proprio rimedio interiore. In una relazione vissuta tra i 20 e i 30 anni, questa visione invita a vedere ogni incontro come occasione di guarigione e crescita, non solo come esperienza di piacere o complicità.

L’esplorazione e la ricerca di identità

Nei primi anni vent’anni, la vita sentimentale è spesso segnata dal desiderio di esplorare. Ci si affaccia a storie più o meno stabili, si prova a capire cosa significhi davvero amare, e a distinguere tra attrazione fisica e connessione emotiva.

“Ogni relazione, anche breve, può essere un atto di cura: un invito alla crescita personale e alla scoperta di sé” – Alfonso Guizzardi “Il Grande Libro di Medicina e Psicologia Energetico-Vibrazionale, Vol I

Libertà e responsabilità

A differenza dell’adolescenza, qui le scelte affettive e sessuali iniziano ad avere un peso diverso. La libertà diventa più ampia, ma anche la responsabilità cresce: protezione, consenso, rispetto dell’altro sono temi che entrano a pieno titolo nella vita quotidiana.

Non è raro che in questa fase emergano ansie legate alla prestazione o timori di non essere “abbastanza”. I modelli irrealistici trasmessi dai social e dal web possono accentuare la pressione. Per questo, ricordano gli psicologi, parlare apertamente col partner e normalizzare le proprie fragilità è fondamentale.

 

L’intimità nell’era digitale

Oggi, una parte importante delle relazioni nasce online. App di incontri e social network hanno cambiato il modo di conoscersi, rendendo tutto più veloce e accessibile. Ma non sempre più semplice.

“Un respiro lento e centrato apra la porta all’intimità autentica, contribuendo a ridurre ansie da prestazione e a vivere il piacere senza giudizio” Alfonso Guizzardi  – “BreathBalance

Dai 25 ai 30: tra progettualità e nuove sfide

Con l’avvicinarsi dei 30 anni, per molti giovani cambia la prospettiva. Alcuni iniziano a desiderare una maggiore stabilità: una convivenza, un matrimonio, un progetto di vita comune. Per altri, invece, resta la voglia di mantenere aperte le possibilità.

In entrambe le scelte non c’è nulla di giusto o sbagliato. Ciò che conta, sottolineano gli psicologi, è che le decisioni non vengano prese per pressione sociale o per paura di rimanere soli, ma in sintonia con i propri desideri autentici.

 

Accettare le fragilità

Nonostante i passi avanti nella comunicazione e nell’educazione affettiva, restano difficoltà comuni: ansia, gelosia, confronto con gli altri, precarietà lavorativa che mina la serenità di coppia. In questi momenti, può aiutare ricordare che la perfezione non esiste.

Come afferma Marta Ricci, “una relazione sana non è quella senza conflitti, ma quella in cui i conflitti vengono affrontati con rispetto e apertura. Imparare a chiedere, ascoltare e concedere spazio è parte integrante della crescita affettiva e sessuale”.

 

Conclusione

La vita affettiva e la sessualità dai 20 ai 30 anni non seguono un copione unico: c’è chi trova presto un amore duraturo e chi vive una lunga fase di esplorazioni; chi desidera stabilità e chi preferisce la libertà.

Quello che accomuna tutti, però, è la ricerca di autenticità: imparare ad accettare se stessi, a rispettare i propri limiti e a costruire legami basati sulla fiducia reciproca.
In fondo, più che di perfezione, questo decennio parla di consapevolezza: quella che si costruisce passo dopo passo, incontro dopo incontro.

 

Il maschio isterico

Utilizzando la chiave di lettura che dicevamo nell’articolo sul narcisismo femminile, possiamo anche avere un bambino che invece ha raccolto delle aspettative materne di specialità, magari a latere di un padre svalutato o assente, durante la fase edipica, che potrebbe avere costruito, dentro di sé, una costellazione emotivo-cognitiva che lo porta a sentirsi un essere speciale, un principino, a cui tutto è dovuto. E se non lo dovesse ottenere? Allora sbatte i piedi, e urla, ed impreca e piange e si rotola per terra, cimentandosi in scene madri drammatiche ma anche grottesche. Poi, esaurita la scarica energetica, si cambia registro e, il nostro uomo, scrive poesie alla madre, ne decanta le doti, piange d’amore nel sentire quanto l’ama. È l’unica donna della sua vita! E infatti difficilmente possiamo trovarlo in relazioni stabili adulte.

Questo maschio isterico avrà sicuramente il diaframma contratto che gli separa, energeticamente, il bacino, con i suoi organi genitali dagli occhi che dovrebbero stare a fuoco sul mondo esterno alla famiglia di origine. Luogo questo dove egli si scontrerà spesso con l’autorità, datori di lavoro, estranei, altri da Sé che sentirà non lo apprezzano per ciò egli in realtà è: un piccolo principe. L’umiltà dovrebbe essere il suo obiettivo più che per altre personalità. E sino a quando non la troverà, ahinoi, si contorcerà come un’anima in pena.

Il narcisismo femminile

Innanzi a tutto forniamo una chiave di lettura. Certamente complessa, ma essenziale per avere una maggiore precisione e non cadere nei soliti luoghi comuni.

Dobbiamo fare una lettura che tenga in primo piano alcuni elementi essenziali:

  • ciò che è accaduto;
  • quando è accaduto, ovvero in quale fase evolutiva;
  • che tipo di relazione, ciò che è accaduto, ha creato con il principale oggetto di relazione di quella specifica fare evolutiva (sia parziale, sia generale, ad esempio, seno come parziale e madre più generale);
  • quale livello corporeo è stato coinvolto maggiormente;
  • quale costellazione di convinzioni, di credenze, di pensieri, di emozioni, di sensazioni fisiche, ciò che è accaduto ha creato;
  • che densità energetica ha il soggetto che abbiamo innanzi a noi ora e quale densità aveva quando è accaduto ciò che è accaduto;
  • che tipo di meccanismi difensivi ha imparato a mettere in atto per proteggersi dal dolore, dalla paura, dalla rabbia, ecc. di ciò che è accaduto.

Con questa chiave di lettura allora possiamo leggere il narcisismo come un fenomeno dissociativo, un meccanismo protettivo, una posizione che possiamo ritrovare, non solo associato ai diversi tratti caratteriali, bensì anche al femminile oltre che al maschile.

Nasce con una richiesta in cui uno dei genitori ha investito la bambina, per esempio: “devi essere simpatica, o attiva, o giudiziosa, o leggera, o responsabile, o studiosa, o quant’altro se vuoi essere amata ed accettata”. Se, poi, la bambina riesce ad ottenere ciò che vuole, o almeno ciò che pensa di volere, realizzando le richieste genitoriali, allora si costruisce una scissione fra ciò che è immagine (che le fa ottenere ciò che vuole) e realtà (in cui non recita ma neanche ottiene il desiderata).

Immaginiamo una donna che abbia investito tutta la sua vita sostenendo un’immagine di sé efficiente, simpatica, dinamica, brillante, sempre con il sorriso sulle labbra, anche nei momenti in cui avrebbe voluto e sentito che sarebbe stato più autentico mandare qualcuno a quel paese.

Avrà sicuramente un collo lungo, contratto, dolorante che riduce il contatto tra una mente che pensa cosa sia più giusto e un sentire di cuore quello che sarebbe più sano per lei. È anche una persona con una scarsa empatia profonda e un radicato controllo di sé. Una persona piuttosto infelice.

La scala della consapevolezza di Hawkins

David Hawkins è il creatore di una scala detta “scala della consapevolezza” . Secondo le sue ricerche ben l’87% delle persone si trova nel campo delle vibrazioni negative.
Ma ci sono anche buone notizie che emergono dai suoi studi:
  1. Una sola persona che irradia la vibrazione dell’ottimismo, che semplicemente vive e non giudica nessuno, non si risente con nessuno, accetta tutti come sono, senza rendersene conto estingue la negatività di 90.000 persone.
  2. Una sola persona che vive la sua vita in puro amore e rispetto per tutti gli altri esseri viventi, riconoscendo il diritto degli altri ad essere liberi, estingue la negatività di 750 mila persone.
  3. Una sola persona che vive l’energia dell’illuminazione, della felicità e della pace spegne la negatività di 10 milioni di persone.
  4. Una sola persona che vive l’energia della misericordia, unendo il mondo della dualità in un tutto, sentendo e riconoscendo la sua unità, spegne la negatività di 70 milioni di persone.

Cerchiamo quindi di essere quella persona.

Buon respiro a tutti!

Alfonso Guizzardi

“Maestro, come faccio a guarire dalla mia malattia?”

“Maestro, come faccio a guarire dalla mia malattia?”
“Non è della guarigione che ti devi occupare ora. In questo momento sei chiamato a rimanere nel tuo sintomo, nel tuo fastidio, nel tuo malessere. Non cercare vie di fuga. Resta in quello che c’è ora.
Contemplalo, dipingilo, custodiscilo nel tuo cuore, parlaci, dagli attenzione. Per tutto il tempo necessario. Non avere fretta. E’ il momento dell’ascolto profondo. Di te stesso.”
“Ma io ho paura della mia malattia.”
“Perché ci hanno insegnato a cancellare qualsiasi sintomo del nostro corpo, come la gomma che corregge nell’immediato un errore della matita. Quando invece è proprio l’errore stesso il nostro più grande maestro. Senza di esso non potremo fare esperienza e crescere, sempre di più. La malattia e l’errore sono dei grandi spiriti che giungono a noi per destarci. Sono gli ambasciatori dell’anima.”
“Maestro, ma la malattia fa male.”
“Non è la malattia a fare male. Ma il nostro tentativo di fuggire da essa. Pensa alla donna che partorisce: se riesce a danzare con il suo dolore il male si attenua, se lo respinge lo sente ancora di più. Siamo chiamati a vivere la malattia con il cuore. Non più con la mente.”
“E la guarigione arriverà?”
“Arriverà la cura. Di te stesso. E non t’importerà più guarire dalla tua malattia. Vorrai solo vivere. E dedicarti all’ascolto di ogni richiamo della tua anima. Non è questa forse la vera guarigione?”
Elena Bernabè – Scrittrice