Che cos’è un sacrificio?

L’etimologia del termine sacrificio è molto interessate, infatti essa è riconducibile all’unione dell’aggettivo “sacer” e del verbo “facio“, che significano letteralmente “rendere sacro“.
Quindi, il termine che usualmente indica uno sforzo, una privazione, un dolore, generalmente sopportato per il bene di altri, racchiude in sé un senso di sacralità determinata proprio dalla nobile azione dell’uomo.
Quando parliamo quindi di sacrificarsi intendiamo un atto di liberazione da qualcosa di cui possiamo fare a meno senza il solito e noto senso di rinuncia a cui penseremmo se consideriamo il sacrificio come uno sforzo. A questo punto il sacrificio diviene un dono divino in cui lasciamo andare qualcosa di solito per dare il benvenuto a qualcosa di insolito, ovvero a cui non siamo abituati.
Tale azione diviene naturale ogni volta che siamo abituati a cambiare la modalità in cui respiriamo. Quando nella nostra vita il respiro diviene automatico, soprattutto se tratteniamo l’inspirazione oppure accorciamo l’espirazione, difficilmente ce ne rendiamo conto.
E altrettanto difficilmente modifichiamo l’inspirazione e/o l’espirazione se qualcuno non ce lo fa notare.
Ecco quindi che anche l’espirazione può essere un sacrificio funzionale alla prossima inspirazione.
Un’espirazione consapevole, lunga, rallentata, permette di effettuare una successiva inspirazione profonda, ricca e potente.
Tutto nella vita è un dono, nel dare e nel ricevere. Dare per sacrificare, rendere sacro per ricevere altro!

4. La Vittoria

Come fu a Stalingrado, sarà il piccolo uomo del “mondo libero”, l’abitante di Roma, Parigi, Londra, Sidney, Belgrado, Mosca, New York o Los Angeles, positivo, logico, più attento ai propri valori etici, alla propria morale che alla religione, forse sprovvisto di senso metafisico ma dotato di una profonda connessione con le più alte sfere spirituali, senza sete di fantasy ma sinceramente mosso dalla propria umanità, quello che Zaratustra avrebbe considerato un “uomo-apparente”, una caricatura rispetto al superuomo, sarà questi, figlio del sig. Rossi, ad annientare la grande armata che, attraverso la riorganizzazione neo feudale della società, la pedofilia e il trans-umanesimo vuole creare l’”uomo nuovo”, l’”uomo dio”, il “super-uomo”, signore degli elementi, padrone del mondo e delle stelle.

 

Un uomo comune, piccolo che diventa Uomo perché apre il proprio Cuore e, guardando dritto davanti a Sé, ha il coraggio di dire “IO”, “IO”, “IO. Un “IO” che ricorda alle forze cosmiche che lui esiste e che chiama quelle a proprio soccorso, perché consapevole del potere dell’essere umano che ha il coraggio di essere umano, ovvero la solidarietà, l’ascolto, la compassione e la propria Umanità. Allontaniamo dal nostro cuore la paura, apriamolo alla Luce e all’Amore, rendiamoci conto che non esiste un alto e un basso, un dentro ed un fuori, un sopra e un sotto, ma che tutto è uno e noi siamo scintille divine.

 

Stiamo vincendo contro le forze che vogliono creare il Super-uomo con la nostra Umanità, umile e piena delle frequenze dell’amore per il prossimo e per il Tutto e questo Tutto è al nostro fianco come lo fu Krisna al fianco di Arjuna, o Cristo nel cuore dei martiri.

 

Restiamo uniti nella Fede e nella nostra Umanità.

3. Il nazismo pandemico

Nel XXI secolo, Klaus Schwab, già fondatore e presidente del World Economic Forum di Davos, nel suo libro “Come gestire la quarta rivoluzione industriale”, con prefazione di John Elkann, CEO della FMA, ex FIAT, e nipote di Gianni Agnelli, scrive:

“Il futuro è rappresentato dalla biologia di sintesi, che darà la possibilità di creare organismi con determinate caratteristiche attraverso la modifica del DNA.”

“…L’abilità di modificare la componente biologica può coinvolgere praticamente qualsiasi tipo di cellula, permettendo la creazione di piante o animali geneticamente modificati o la modificazione di cellule di organismi adulti, tra cui gli esseri umani.”

 “…capacità di mutare la genetica degli animali così da poterli allevare con alimenti più economici o maggiormente disponibili…”, forse sta parlando degli insetti che stanno arrivando nei nostri mercali per uso alimentare?

È la società eugenetica di cui scriveva Aldous Huxley nel suo “Il mondo nuovo”, (ricordiamoci che il fratello lavorò come eugenetista per i nazisti) e anche quella di George Orwell e dei suoi “La fattoria degli animali” e  “1984”. Società in cui eugenetica e controllo sociale sono i pilastri su cui si fonda.

Modelli distopici sicuramente ma anche utopici, irrealizzabili nella pratica, sosterrebbe qualcuno. Risponde lo stesso Schwab:

“…I limiti non sono tanto di natura tecnica, ma perlopiù giuridica, normativa oppure etica.”

E il “modello a punti” già presente in alcune aree della Cina.

Ma che centra tutto questo con la pandemia?

Rileggiamo quello che scrive Schwab:

“…I limiti non sono tanto di natura tecnica, ma perlopiù giuridica, normativa oppure etica.”

Quindi, se ci fosse una situazione emergenziale, con milioni di morti nel mondo e, con miliardi di contagiati forse si potrebbe trovar e il modo di derogare alle norme, alle costituzioni, alla democrazia e iniziare ad introdurre un modello sociale neofeudale, con una marea di persone impoverite, ma soprattutto, come per il vecchio nazionalsocialismo hitleriano, creare il super-uomo, l’uomo nuovo: il trans-umanesimo.

“… utilizzare e impiantare dispositivi interni che monitorano i nostri livelli di attività e i valori ematochimici e in che modo questi siano associati al benessere, alla salute mentale e alla produttività.”

Non ricorda quanto viene iniettato attualmente con i sieri genici e i numerosissimi fenomeni di magnetismo per cui rimangono attaccati al braccio, sede dell’iniezione, monete, cucchiaini, ecc.? quantum dots? Microchip?

E poi, ancora:

“… creazione di bambini i cui geni sono stati progettati e che posseggano tratti particolari…”

Il processo attualmente in atto e di cui dobbiamo renderci conto non è una sperimentazione farmacologica di cui gli esseri umani sono cavie, e nemmeno si tratta solo di una riorganizzazione sociale, bensì della trasformazione dell’essere umano in altro, in qualcosa che a noi, al momento è sconosciuto, e destinato a creare l’”uomo nuovo”, il “super uomo” e i suoi servitori. Poi, chi, tra questi, sosterrà il processo trasformativo sarà schiavo, gli altri saranno inutili nella nuova società dove le macchine sostituiranno gran parte degli uomini.

Quindi lo scenario potrebbe essere il seguente:

  • forte riduzione della popolazione mondiale, soprattutto nei paesi occidentali;
  • diverse forme di esseri umani: subumani (servi) e superumani (padroni);
  • transumanesimo e massiccio controllo sociale.

Allora che possiamo fare noi, piccoli uomini comuni?

Continua…(4. La Vittoria).

2. Il nazismo magico e il mito dell’uomo nuovo

Nel XX secolo, Hermann Rauschning rammenta di quanto gli riferì un attendente personale di Hitler, ovvero che una notte Hitler chiamò aiuto, vittima d’incubi. Lo trovò tremante, sudato, in preda al panico, con lo sguardo perso nel vuoto. Gridava:

“È lui! È lui! Lo vedo qui! Lì… lì nell’angolo! Cosa c’è lì …?! L’uomo nuovo vive in mezzo a noi! È qui! Vi confiderò in segreto. Ho visto l’uomo nuovo: è intrepido e crudele e non è di questo mondo. Ho avuto paura davanti a lui”

 

Inoltre, sempre Rauschning, scrive:

“La creazione non è terminata. L’uomo arriva nettamente ad una fase di metamorfosi. L’antica specie umana è già entrata nella fase del deperimento e della sopravvivenza. L’umanità sale uno scalino ogni settecento anni, e la posta della lotta, ad un termine ancora più lungo, è l’avvento dei figli di Dio. Tutta la forza creatrice si concentrerà in una nuova specie. Le due varietà avranno una rapida evoluzione divergente. Una sparirà, l’altra si svilupperà. Essa sarà definitivamente superiore all’uomo attuale… capite adesso il significato profondo del nostro movimento nazionalsocialista? Chi non capisce il nazionalsocialismo che come movimento politico, non ne sa un gran che….”

 

I nazisti non vivevano nella realtà empirica, quella che sperimentiamo ogni giorno, con mille problemi legati alla quotidianità, al mutuo, i figli, la scuola, il lavoro, gli amori, ma in una seconda realtà immaginaria e hanno sacrificato questa umanità concreta, in nome di un’umanità astratta, magica, malamente esoterica.

 

Scrive Eric Voegelin in proposito:

“«Il climax si raggiunge col sogno magico di creare il Superuomo, l’Essere fatto uomo che subentrerà alla misera creatura fatta da Dio. Questo è il grande sogno che prima appariva in modo immaginario nelle opere di Condorcet, Comte, Marx e Nietzsche, e poi pragmaticamente nei movimenti comunista e nazionalsocialista.”

 

La scienza nazista venne impiegata per dare corpo a miti teutonici, a richieste di entità delle basse sfere, non umane: la razionalità formale fu messa al servizio dell’irrazionalità. Tale volontà di rigenerare l’uomo, di ricrearlo attraverso una gestione scientifica della società accomuna il nazismo al comunismo e all’Illuminismo estremo che innerverà il positivismo ottocentesco: Creare l’Uomo nuovo, il Superuomo, che sia ariano o sovietico o altro, non importa.

 

Hitler con la sua guerra lampo in brevissimo tempo conquista l’Europa intera… e avanza anche verso la Russia per incontrare la propria disfatta a Stalingrado.

Dopo Stalingrado. Hitler non sarà più il profeta che il suo popolo e gli alleati hanno creduto che fosse. La sua religione crolla perché Stalingrado non è soltanto la sua disfatta politica e militare, bensì è anche la modifica di una relazione tra forze spirituali. La ruota cambia la direzione in cui gira. I giornali tedeschi usciranno con la listatura a lutto e i racconti della disfatta hanno toni ancora più drammatici delle versioni russe.

Goebbles scrive:

“Rendetevi conto! È tutto un pensiero, è tutto un pensiero, è tutta una concezione dell’universo che subisce una disfatta. Le forze spirituali stanno per essere schiacciate, l’ora del giudizio si avvicina.”

A Stalingrado è la civiltà umanistica che arresta e sovverte il progetto di una civiltà diabolica, magica, non umana, che vuole creare qualcosa con l’uomo ma non per l’uomo.

Continua… (Il nazismo pandemico)

1. Viaggio nell’altrove assoluto

C’è un progetto che corre attraverso la nostra storia e affonda le proprie radici in un tempo così lontano da essere stato occultato, nascosto ai più, le cui vestigia ormai sono irriconoscibili agli occhi addestrati dell’uomo medio ma lapalissiane agli occhi di chi sa, di colui che ha appreso non solo sui libri antichi ma soprattutto a colui che ha appreso dalla propria intuizione, dalla propria logica e dal proprio desiderio di mettere in discussione ogni cosa.

Si tratta di qualcosa che sovverte le regole della cultura, della religione e della storia stessa, il più delle volte solo narrazione dominante e funzionale a mantenere le cose come sono: l’idea di un progetto che, se accolto, modificherà per sempre la nostra visione del mondo, del potere e del patto sociale fra chi, noi che votiamo, e chi, gli eletti che dovrebbero gestire la res pubblica abbiamo alla base della nostra società.

Seguitemi in un viaggio fra due periodi storici, due personaggi, due emergenze apparentemente molto diverse, ma, in realtà, molto simili, con un unico filo rosso, un comune denominatore.

Occorre innanzitutto una mente aperta ed un cuore libero da paura.

Continua… (Il nazismo magico e il mito dell’uomo nuovo)

Il Ponte dell’Arcobaleno

Esistono circostanze nella vita in cui ci si sente sradicati.

In cui sembra di non avere forza nelle gambe oppure a volte succede di sentirci persi sconnessi con tutto ciò che ci circonda.

Forse ti è già capitato e non hai saputo cosa fare al livello pratico. Potresti esserti sentito perso e senza speranza.

Oppure potresti aver avuto la sensazione di aver perso la bussola per orientarti nella tua vita, non sapendo che cosa fare, dove andare, perché scegliere.

Se almeno una volta hai sentito questa sensazione, oggi c’è in dono per te questa particolare guida intitolata IL PONTE DELL’ARCOBALENO.

Cliccando qui puoi scaricarla sul tuo dispositivo e riacquisire la tua centratura ogni volta che la ascolti:

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Ascolta il tuo Respiro

Tu sai cosa significa ascoltare il tuo respiro?

Hai mai sentito il suono del tuo respiro? E’ silenzioso? Rumoroso? Come lo definiresti?

Lo sai che il suono del tuo respiro contiene anche tutto ciò che non hai detto, tutte le volte che non hai pianto, tutta l’aria trattenuta da anni?

Allora, poiché spesso capita che le persone non hanno mai ascoltato il proprio respiro, oggi ti regaliamo questa meditazione guidata, condotta da Alfonso Guizzardi per aiutarti a riconciliarti con tutto il tuo potere interiore, grazie all’incontro con il suono del tuo Respiro.

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L’esperienza con il Respiro coerente del BreathBalance®, raccontata da Veronica

Ho incontrato Nicoletta Ferroni e Alfonso Guizzardi diversi anni fa. Dapprima ho conosciuto Nicoletta, cercavo qualcuno con cui lavorare con il ThetaHealing® nella città di Trieste, tecnica meravigliosa che mi ha insegnato ad osservare come creo ogni esperienza della mia vita e ad assumermene piena responsabilità con lo scopo di potermi avvicinare sempre di più ad esperienze e qualità di gioia: un lavoro interessantissimo su sistemi di credenze e memorie che generano realtà, un lavoro di consapevolezza in primis ed energetico in seconda istanza perché attraverso questa tecnica di connessione si può accedere a nuovi spazi e cambiare quelle convinzioni che limitano le manifestazioni di amore e abbondanza nella propria vita. Poi un giorno, dopo una sessione, vengo attratta dal libro “Il primo respiro”, scritto da Nicoletta, in esposizione nella stanza e…….da lì mi si aprono nuove porte. Ho cominciato con Nicoletta un percorso di Rebirthing che è durato circa un anno. Lo scopo di questa tecnica è quello di utilizzare la respirazione circolare per raggiungere uno stato theta e rivivere le memorie di nascita, dal concepimento, alla gestazione, alla nascita fino poi all’allattamento. La scoperta interessante e nuova alla quale sono arrivata a consapevolezza è come il nostro essere ricrea ogni memoria perinatale generando una coazione a ripetere che origina agli albori della nostra venuta al mondo influendo non solo sulle nostre esperienze di vita ma anche sul nostro carattere, sulla nostra forma fisica e postura, nonché sul nostro modo di respirare e camminare. Come spiegherò più avanti ho potuto ancor più approfondire questi aspetti lavorando con il BreathBalance®.

Nel dettaglio, posso dire che l’esperienza col Rebirthing è stata per me molto impegnativa in quanto la mia mente ha un grande bisogno di controllare, classificare, comprendere ed etichettare ogni cosa: questo lavoro, a mio avviso, bypassa completamente gli schemi e le aspettative mentali e richiede necessariamente di portare la propria consapevolezza e presenza al respiro e questo è un allenamento, non un’azione scontata. Infatti la prima cosa di cui sono arrivata a coscienza con il Rebirthing prima e col BreathBalance® poi è del mio respiro spontaneo come atto meccanico efficace solo in piccola parte, cioè efficace naturalmente a tenermi viva e a nutrire i tessuti del mio corpo ma molto inconsapevole rispetto al potenziale che porta: la mia partecipazione all’atto respiratorio non era né presente né attiva rispetto alla vita, sia a livello di coscienza, sia a livello corporeo. E per entrare nel lavoro è importante respirare veramente e pienamente e permettere all’aria di riempire non solo le cavità attraverso le quali entra o esce, bensì anche la gola, il torace e l’addome. Ricordo che ero incapace di gonfiare il torace durante le respirazioni, era come se l’aria scansasse la zona del cuore per una respirazione quasi totalmente addominale: grazie alla pazienza di Nicoletta e al mio impegno ho appreso la respirazione circolare e scoperto un nuovo modo per raggiungere lo stato theta e lavorare sulle mie prime ed importanti memorie. Sono molto grata. Infine ricordo con piacere una delle ultime sedute con Nicoletta in cui ho utilizzato il respiro per sciogliere le contrazioni del mio corpo mentre entravo nell’acqua gelida della vasca da bagno (il lavoro può essere eseguito anche in acqua naturalmente ….e non per forza gelida!!; l’acqua rievoca il liquido amniotico e porta alla luce grandi memorie di quel periodo di vita): il respiro, utilizzato consapevolmente, scioglie emozioni, rigidità corporee, sblocca energia intrappolata. Ne faccio un esempio a partire dalla mia stessa semplice esperienza corporea: quando si sente freddo il corpo si contrae come a volersi chiudere per proteggersi dall’esterno; questa contrazione però, interna al corpo, genera un blocco del flusso di energia e, nel tentativo di accumulare calore, ci troviamo invece a subire la condizione del freddo che tanto temiamo e ci infastidisce. Se mettiamo invece la nostra volontà nel servici del respiro per rilassare il corpo, se portiamo il nostro respiro dove c’è contrazione e gli permettiamo di sciogliere e dissolvere potremo riconnetterci col flusso di energia che anche attraverso i nostri fluidi scorre dentro di noi. Il freddo si dissolve ma è una scelta di volontà e di presenza quella di connetterci al nostro respiro, alla nostra essenza e di servircene consapevolmente. Non è semplice, per me non lo è stato abituata come sono a correre e a comprendere cosa serve per raggiungere “il risultato”. Il lavoro col respiro che ho affrontato con il Rebirthing ed il BreathBalance® porta a consapevolezza i nostri meccanismi e si propone attraverso un lavoro molto profondo di correggerli ed instaurare col tempo nuove abitudini, di respiro e di vita. Il fine non è “il risultato” ma l’esperienza stessa che vissuta consapevolmente ci parla del nostro Sé e dei nostri meccanismi.

Nelle sedute di BreathBalance® Alfonso propone, dopo un momento di centratura al quale segue un breve colloquio, degli esercizi di respirazione differenti a seconda delle necessità del momento e, abbinati a dei movimenti corporei tipici della terapia neurovegetativa di Reich: tutto questo era a me sconosciuto e razionalmente in un primo momento non capivo bene cosa stessimo facendo. Gli esercizi che eseguo con Alfonso abbinano la respirazione circolare, la quale viene eseguita con diverse qualità che Alfonso sceglie in base alle esigenze, ad alcuni micro movimenti ora oculari, ora labiali, diaframmatici o di altro tipo: questi movimenti erano per me del tutto inusuali e sconosciuti ma, tipici della terapia neurovegetativa di Reich, stabiliscono interconnessioni profonde e complesse tra lo psichico e il somatico, accendono consapevolezze e, lavorando di fine ed in profondità, modificano meccanismi fortemente radicati. E l’approccio è principalmente corporeo: la sfera mentale con i suoi inganni viene messa da parte, l’approccio razionale è per lo più orientato alla consapevolezza fisica e respiratoria ma è marginale; la vita (e lo sblocco ricercato) accade comunque e le manifestazioni in merito sono state per me spesso immediate! Ho cominciato a conoscere il mio respiro e le sue funzionalità, ho cominciato a vivere il mio corpo in modo più consapevole ed attivo, portando il respiro nelle contrazioni ho dato attenzione alle zone di fatica senza più subirle ma soprattutto, nei momenti di fragilità e insicurezza, sto con il mio respiro, l’ansia si calma e mi sento più sicura: sto dentro di me, del mio respiro mi posso fidare… ed è in questa fiducia, in questo amore ed in questa connessione con la mia essenza che mi si apre il cuore. E per citare un concetto per me di cuore, di Assaggioli, ripreso da Alfonso in uno dei seminari di gruppo del progetto R.A.BB.I.T. S.® (Rebirthing and BreathBalance International School), “il problema non è avere un ego ma avere un ego sintonico, in grado di mediare tra le polarità” : questo concetto personalmente mi ha aperto il cuore, troppe volte mi sono fatta la guerra, ho combattuto i miei attaccamenti, i miei vizi ed il mio ego e, ad oggi, posso dire che grazie al respiro come nuovo e antico alleato non subisco più le mie emozioni ma le posso ascoltare, gestire con equilibrio ed a volte posso pure difenderle e sostenerle nella loro illogicità! L’ho già detto prima, sono molto grata. Del percorso fatto e dei mondi incontrati dentro di me, semplici ma infinitamente ricchi e rotondi.

Infine, a proposito del lavoro di gruppo del progetto R.A.BB.I.T.S.®, le modalità di lavoro sono ancora più varie e diverse ed ho appreso cose che mi sono state utili, oltre che nella mia crescita personale, nel mio lavoro di counsellor. Tra queste non solo la correlazione degli eventi perinatali con le esperienze di vita e la coazione a ripetere i propri traumi e i propri drammi, ma ho appreso a conoscere e a sentire le persone osservando le loro strutture corporee, le loro contrazioni e modalità di respirazione. Sintonizzandomi sul respiro dei miei clienti ho imparato a sentirli, a meglio comprendere la loro storia e le loro necessità.

Insomma, il respiro è diventato per me un caro amico al quale appoggiarmi e con il quale confrontarmi continuamente; se non durante le sessioni nelle quali ero seguita e sostenuta Nicoletta ed Alfonso, nell’esercitarmi individualmente non posso dire di essere stata molto costante ma, quando il corpo sperimenta qualcosa di piacevole e di produttivo nella direzione della gioia e del benessere, il corpo stesso troverà un modo per riprodurre, ricreare e riappropriarsi di quello stato: la volontà è un’ottima alleata, seguire il flusso del respiro e della vita è inevitabile quando lo si ri-conosce e soprattutto posso dire che il movimento è molto più dolce e rilassante!

Buon respiro a tutti!

Veronica Aguzzoni

Il progetto dell’Anima

Avete mai pensato che la vostra vita ha uno scopo più alto del semplice vivere? del trascinarvi da un luogo ad un altro, da un incontro ad un altro, da un’esperienza ad un altra? fra patemi, dolori, paure, euforie e stati di ansia sempre più frequenti?

Immaginiamo, come facevano gli antichi, che la nostra vita sia una possibilità di evolvere come Spirito attraverso l’esperienza che l’Anima incarnata in un Corpo fa di se stessa e di ciò che ha da compiere nel qui e ora.

Immaginiamo che tutto venga stabilito ancor prima di nascere; immaginiamo che i nostri genitori ed i nostri figli si siano prestati a farci, una volta nati, da genitori e figli, o da compagni o da colleghi o da nostri salvatori o nostri demoni al gioco del portare a termine un progetto, un’idea, un obiettivo e che non siano i soli ad aiutarci nel nostro scopo, già, perché, accanto a noi, con lo specifico obiettivo di sostenerci e di trascinarci violentemente o spingerci dolcemente verso l’intento che abbiamo da adempiere in questa esistenza c’è un’entità sottile: angelo custode, genius o daimon.

Cosa cambia se ti fai questa fantasia? scrivi qui sotto nei commenti ciò che significa per te.

Sei aperto o chiuso?

In natura esistono infinite forme di vita, ma sostanzialmente tutte riconducibili a due sole modalità di relazione con il mondo circostante: a sistema chiuso o a sistema aperto.

Che cosa si intende per l’una e per l’altra?

In verità è tutto molto semplice e sperimentato costantemente nella tua quotidianità.

A sistema chiuso sono quegli organismi che cercano di preservare la propria natura, forma, identità a tutti i costi: sono autopoietici, ovvero cercano di conservarsi così come sono e, di fronte agli eventi della vita, scappano oppure lottano per conservarsi così come sono.

A sistema aperto invece sono altri organismi che, là dove incontrano eventi, altri organismi, circostanze estranee cercano di integrarle in sé stessi, modificandosi e mutando addirittura di forma, di progetto, di identità per diventare altro.

Qual è la differenza sostanziale? Che i primi muoiono e si estinguono a fronte dei secondi che mutano e sopravvivono…

Un esempio tratto dalla biologia è il fortunato incontro fra le nostre cellule e i mitocondri che incrementa fino a 20 volte l’efficienza della produzione e consumo di ATP.

Ora, quando respiriamo e interagiamo con altri, che siano persone o idee…. Che succede? Ti senti un sistema chiuso che deve preservare la propria posizione oppure riesci a trovare il migliore accordo con ciò che ti circonda in questo momento? Respira e senti che accade 😉