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Il progetto dell’Anima

Avete mai pensato che la vostra vita ha uno scopo più alto del semplice vivere? del trascinarvi da un luogo ad un altro, da un incontro ad un altro, da un’esperienza ad un altra? fra patemi, dolori, paure, euforie e stati di ansia sempre più frequenti?

Immaginiamo, come facevano gli antichi, che la nostra vita sia una possibilità di evolvere come Spirito attraverso l’esperienza che l’Anima incarnata in un Corpo fa di se stessa e di ciò che ha da compiere nel qui e ora.

Immaginiamo che tutto venga stabilito ancor prima di nascere; immaginiamo che i nostri genitori ed i nostri figli si siano prestati a farci, una volta nati, da genitori e figli, o da compagni o da colleghi o da nostri salvatori o nostri demoni al gioco del portare a termine un progetto, un’idea, un obiettivo e che non siano i soli ad aiutarci nel nostro scopo, già, perché, accanto a noi, con lo specifico obiettivo di sostenerci e di trascinarci violentemente o spingerci dolcemente verso l’intento che abbiamo da adempiere in questa esistenza c’è un’entità sottile: angelo custode, genius o daimon.

Cosa cambia se ti fai questa fantasia? scrivi qui sotto nei commenti ciò che significa per te.

La via spirituale

Che cosa intendiamo per “percorrere una via spirituale” oppure “essere una persona spirituale”?

Qualcuno si ritiene spirituale perché fa parte di qualche congrega spirituale, oppure perché pratica yoga o beve tisane allo zenzero e incensa casa ed ogni altro luogo con bastoncini profumati, o perché veste in abiti esotici e dorme a terra su un futon, parla di Feng Sui e cita brani della Bhagavad Gita?

E poi, se lo conosci più intimamente scopri che giudica gli altri, coloro che non stanno facendo il “suo” percorso spirituale, o che non venerano il “suo” Guru, oppure che si sono persino azzardati a fare domande sulla “sua” fede. Ti sembra che sia veramente una persona spirituale?

Magari “essere una persona spirituale” significa semplicemente ricordarsi di essere una scintilla divina, che accoglie amorevolmente l’Altro da Sé e vuole vivere in armonia, coerentemente con il proprio credo e che, per offendere l’Altro da Sé, può anche rinunciare a bere alcoolici o invece può anche mangiare carne.

Insomma riteniamo che sia molto più spirituale avere il coraggio di essere un essere umano piuttosto che atteggiarsi a Guru o discepolo del “vero” Guru.

Pensaci… Quanto sei coraggiosa?

Il Respiro e l’Amore

Se consideriamo che, in natura esistono 2 grandi movimenti, 2 grandi forze che muovono le Galassie, come il nostro cuore, gli oceani come i nostri polmoni, e che possiamo chiamare: forza centrifuga, verso l’esterno, e forza centripeta, verso l’interno.

Anche le qualità della nostra energia segue queste forze, queste 2 direzioni: centrifuga e centripeta.

La direzione verso l’interno, verso il nostro centro è data dal ritrarsi, dal chiudersi in se stessi ed è ben manifestata dalla PAURA!

La direzione verso l’esterno, invece, va verso il mondo, verso gli altri, verso la vita ed è ben manifestata dall’Amore!

Quando noi respiriamo ci muoviamo fra queste due direzioni ed è proprio il movimento che ci dà la vita.

Un torace chiuso, un diaframma contratto, una muscolatura rigida, magari impegnata a tenere il torace tronfio, porta con sé un incapacità ad aprirsi agli altri, all’energia che ci circonda e di cui noi stessi siamo pregni.

Quindi imparare a respirare è il più grande regalo che ci possiamo fare!!! vita il respiro!!! viva l’Amore!!!

Connessione Terra Cielo

Provate a considerare che, se siete seduti, con la schiena eretta, il movimento del diaframma va dall’alto in basso e viceversa.

Bene, che succede se quando il diaframma scende, in quanto state inalando e riempiendo i vostri polmoni, la vostra mente immagina che state spingendo sugli ischi e sulla pianta del piede, ovvero affondate un poco nella seduta e nel pavimento?

E cosa succede se state immaginando, durante l’espirazione, mentre il diaframma risale, che qualcosa vi sta tirando il vertice della testa verso il soffitto, verso il cielo?

Immaginare, ovvero usare il proprio pensiero, muove energia e l’energia va dove va il pensiero. Non è un caso che una possibile origine del verbo “immaginare” sia proprio “in me mago agere”, ossia “in me agisce un mago”.

In tal caso colui che respira diventa un ponte fra Terra e Cielo e può sentire, dentro di Sé, una profonda connessione con tutto il Creato.

Provare per credere!!!

Alfonso Guizzardi, psicologo, psicoanalista energetico vibrazionale.

La respirazione e l’uso della mascherina

La mascherina copre la bocca, organo di espressione del proprio pensiero, del proprio Sé, che consente di dire all’altro che cosa si pensa, qual è il proprio punto di vista, fosse anche diverso, contraddittorio, alternativo. Quindi la mascherina viene percepita dall’inconscio come un “bavaglio”, come un oggetto che annulla la possibilità di esprimere il proprio pensiero.

Inoltre, la mascherina copre metà del viso, rendendolo irriconoscibile, facendoci perdere identità e confondendoci nella moltitudine: uno, nessuno, centomila direbbe Pirandello. E, di fronte alla moltitudine, è sempre più difficile esprimere un pensiero differente, individuale, autonomo. La moltitudine è un fiume e le gocce d’acqua che lo compongono lo seguono fedelmente.

L’uso della mascherina è, primariamente, tabù del corpo visibile, della propria identità individuale che, proprio con il suo uso, si confonde con la moltitudine: È soffocamento della voce e della libera espressione del proprio Sé.
Ci sono tanti modi per velarsi, per sparire nascosti dietro al velo, ovvero tanti modi per impedire od ostacolare lo scambio fra uomini, per negarsi di essere disponibili alla relazione con l’altro da Sé.
E la respirazione ne risente?
Certamente inalare gli scarti del proprio respiro, come l’anidride carbonica riemessa, modifica gli equilibri nel sangue, può portare a ipercapnia, ovvero una quantità eccessiva di anidride carbonica presene nel flusso ematico che determina, a sua volta, confusione, dispnea, stordimento, svenimenti, tachicardia, extrasistole, spasmi muscolari, ecc…
Quindi che fare? cercare il più possibile di respirare liberamente, di esprimersi liberamente, di fornire al proprio corpo e alla propria anima
Ogni volto velato è voce soffocata, libertà non formulata, identità negata, volontà spezzata.
Alfonso Guizzardi, psicologo, psicoanalista energetico vibrazionale

Il respiro è Vita. Il respiro è Amore.

Nella Genesi vi è scritto che Dio creò l’essere umano partendo dalla cenere: “Dio soffiò nelle sue narici un alito di vita e l’uomo divenne un essere vivente”.

La vita è associata al soffio, ovvero al respiro, da sempre…. Comincia con il primo respiro, appena nati, e si conclude con un’esalazione finale, nel momento del trapasso… là dove c’è respiro, là c’è vita. Il respiro è il principio e la fine perché tutto il mistero della vita è rinchiuso nella respirazione: pensate che noi, gli animali, le piante, gli oceani e persino le galassie respirano… certamente ognuno con il proprio ritmo respiratorio, ma tutti respirano inspirando ed esalando, in e out, continuamente, senza sosta…

I discepoli di qualsiasi percorso spirituale sanno bene che occorre trovare l’armonia nella propria alimentazione e nel proprio respiro., così come si sono accorti che alla respirazione è collegata la propria capacità di pensare… meglio si respira meglio si pensa…

Il respiro profondo del BreathBalance®, ad esempio, permette una maggiore consapevolezza di Sé, del proprio sentire più profondo, di aumentare la propria autostima e lasciare andare le corazze che abbiamo scelto per difenderci dai doli della vita.

Coloro che hanno capito fino in fondo il valore della respirazione sento poco a poco il proprio respiro fondersi con il respiro di Dio, pertanto il BreathBalance® è anche, indirettamente, un lavoro spirituale compatibile con qualsiasi credo religioso o filosofico.

Il Respiro è solo Amore. E questo sentimento permette di dare una forma alla nostra vita e alle relazioni, con le persone, con le cose e con le situazioni, che noi siamo chiamati ad incontrare nella nostra vita. Se ci sintonizziamo sulla vibrazione dell’Amore, grazie al respiro, richiameremo a noi, per la Legge dell’Attrazione, solo Amore….

Buon respiro a tutti.

RESPIRO E TRATTO CARATTERIALE

 Se ci poniamo lo scopo di trovare una relazione tra la modalità respiratoria e i tratti caratteriali potremmo quindi notare che esistono varie macrotipologie di respirazione.

  1. La respirazione muscolare o toracica, caratterizzata da una rigidità della parte superiore del dorso e del collo, come se la persona si stesse continuamente trattenendo, con una tendenza verso la iper-espansione del torace: la persona non vuole lasciar uscire nulla di pregiudizievole, come ad esempio potrebbe essere un’emozione: costoro hanno un ritmo rigido e costante del respiro che riesce, proprio per questo, ad essere dissociato dai sentimenti sottostanti. Reich metteva in evidenza che il militarismo ricorre costantemente a questo tipo di corazza muscolare inducendola nei soldati: pancia in dentro, spalle indietro e petto in fuori; infatti è presente nel tratto rigido e coatto/fallico. Ciò comporta anche fisicamente una serie di problematiche legate alla salute: una tendenza all’aumento della pressione del sangue, a palpitazioni e ansia, e, in alcuni casi gravi, con il perdurare di tale situazione, anche all’ingrossamento del cuore.
  2. La respirazione intestinale, che si ha quando la parete intestinale funziona in modo anormale: invece di rilassarsi ed espandersi durante l’inspirazione, essa s’indurisce formando una massa compatta. L’espirazione può sciogliere questa contrazione solo in parte; perciò questa massa rimane. Tale caratteristica è tipica dell’individuo masochista che tenta di eliminare sensazioni intestinali dolorose comprimendo l’addome e, invece, paradossalmente riproduce il dolore ristabilendo la forte tensione muscolare. I pazienti con questa modalità respiratoria e tratto caratteriale spesso lamentano un’insopportabile “pressione” allo stomaco o la presenza di una sorta di “cintura” che li stringe mentre in altri invece c’è una particolare sensibilità in alcuni punti della pancia che diventano dolenti o sensibili al tatto; ma tutti hanno una inspiegabile paura di ricevere un colpo all’addome. Scrive Lowen, allievo di Reich e fondatore della bioenergetica, che può essere definita anche come respirazione paradossale, perché i movimenti del torace e dell’addome  sono contrapposti anziché  essere armonici e coerenti: il torace sale mentre l’addome scende e viceversa. Si potrebbe anche evidenziare come il modello energetico viene trasferito dal sistema intestinale al sistema respiratorio in quanto la si nota in individui che esposti a situazioni talmente nauseanti da far loro desiderare di vomitare (il veleno della paranoia) o in individui esposti a situazioni di umiliazione anale e di disgusto per il contenuto intestinale (il pantano del masochismo).
  3. Respirazione come suzione invece si ha in persone con una struttura caratteriale opposta rispetto al rigido/coatto/fallico che, abbiamo visto più sopra, adotta una respirazione toracica o muscolare. Il torace e l’addome in questo tipo di respirazione sono sgonfi anziché tronfi: pare non esservi tensione muscolare nella parte anteriore del corpo; lo sgonfiamento della struttura corporea orale e delle caratteristiche del carattere che, Lowen ha così ben descritto, si rileva in questa modalità respiratoria: l’individuo non sembra aver un timore nei confronti dell’aria che entra nei suoi polmoni, piuttosto manifesta un atteggiamento appreso che deriva dai movimenti della suzione: è deluso e insoddisfatto non solo per la mancanza o qualità di cibo ma anche di aria. L’impressione di non riuscire, nemmeno con gli sforzi più intensi, a raggiungere un soddisfacimento nella suzione (il flusso e la qualità di latte materno era indipendente dalla volontà del bambino), viene trasferita alla respirazione e la persona spesso manifesta fame d’aria, teme di ingoiarla e di succhiarla.
  4. La respirazione uterina indica che la persona fa movimenti respiratori impercettibili come se temesse di sentire i suoi stessi suoni e movimenti. Questa caratteristica si adatta alla struttura caratteriale dello schizoide (e di tratti a bassa densità energetica come il borderline) basata sul convincimento di non aver diritto di esistere. In altri termini c’è un’inibizione dei movimenti respiratori verso il mondo e questi movimenti sono sostituiti da un’inibizione globale che richiama l’immobilità del feto. Si ritiene che frenare i movimenti respiratori in modo così continuo indichi un timore di far entrare dentro di sé “l’altro” (il mondo) attraverso la respirazione e un desiderio di ritornare al tranquillo mondo dell’utero. Reich ha descritto questa modalità respiratoria riferendosi a un paziente schizofrenico da lui trattato, dal respiro leggero ed impercettibile come di qualcuno riluttante o incapace a nascere, mentre la respirazione profonda può far nascere in questi soggetti (schizoidi) la sensazione di morire per annegamento.

Nicoletta Ferroni e Alfonso Guizzardi, tratto dall’articolo contenuto in Il Grande Libro di Medicina e Psicologia Vibrazionale, a cura di Alfonso Guizzari, ed. Sì.

Eventi

DAL DISAGIO AL BENESSERE 3 . Strumenti per il recupero del benessere. BreathBalance e psiche (on line)

Raccontavo, in un articolo, che a una persona sono state diagnosticate masse tumorali il lunedi durante una TAC con liquido di contrasto ed urgentemente operata tre giorni dopo, il giovedi, alcune di queste masse erano sparite. Che dire? “Miracolo“? non saprei, ma certamente anche tu hai sentito parlare di eventi così incredibili che sembrano una finzione, una messa in scena.

Il caso che ti riporto è documentato, ed io ho avuto la fortuna di seguire questa persona durante quei tre giorni, durante i quali abbiamo trasformato alcune parti del suo carattere, non solo con la presa di coscienza ma anche, e soprattutto, con azioni coerenti. Il risultato è stato incredibile! E tu, puoi, certamente, ricordarne altri cento di eventi altrettanto incredibili. La vita stessa è meravigliosa e stupenda.

Questo modulo 3 del percorso DAL DISAGIO AL BENESSERE consente di acquisire rapidi strumenti che permettono di avvicinarci alla condizione naturale che tutti noi dovremmo avere, ovvero il nostro benessere psicofisico.

Impareremo piccole abitudini quotidiane e semplici tecniche per poter affrontare i nostri disagi e godere ancora una volta della nostra salute. Contatteremo il nostro potere di autoguarigione.

Tutto il percorso dedicato al recupero del proprio benessere chiamato DAL DISAGIO AL BENESSERE, si diceva che consiste in tre moduli:

  1. “Corpo e carattere. Come il corpo ci racconta”;
  2. “Carattere e disagio. Quando la malattia rivela una ferita caratteriale”;
  3. “Strumenti per il recupero del benessere. BreathBalance e psiche”.

Anche questo modulo “Strumenti per il recupero del benessere. BreathBalance e psiche”, si articola in 2 incontri on line, il martedì sera (6 e 13 dicembre dalle ore 19.00 alle ore 21.30) .

La partecipazione a questo modulo (2 incontri) prevede un contributo di 60 euro.

Acquistando l’intero percorso (3 moduli, ovvero 6 incontri) in una unica soluzione a 180€, hai incluso, come omaggio, una consulenza “su misura” di 30 minuti con ALFONSO GUIZZARDI, psicologo, psicoterapeuta e sessuologo.

DAL DISAGIO AL BENESSERE 2. Carattere e disagio. Quando la malattia rivela una ferita caratteriale (on line)

Ti chiedevo se ti era mai successo di incontrare qualcuno che nonostante abbia capito tutto del proprio problema non riesce a liberarsi dei propri comportamenti autodistruttivi.

Qualcuno che si è anche ammalato seriamente a causa di questi comportamenti distruttivi!

O se  ti era anche capitato che questa persona ti avesse chiesto sostegno nelle tecniche o terapie olistiche che offri al mondo con la tua professione. Oppure un semplicemente un parente a cui stare vicino, anche solo con qualche buona parola, se non sei un terapeuta.

Passiamo adesso al Modulo 2 del percorso on line (diviso in 3 moduli, ognuno di 2 incontri per un totale di 6 incontri) che inizia con la presa di coscienza che noi siamo anche  il nostro corpo.

In questo secondo modulo scopriamo come certe patologie e disagi siano più frequenti fra alcuni tratti caratteriali e quali parti del corpo e tessuti siano più coinvolti in alcune importanti malattie.

Potremmo anche capire che se abbiamo un certo carattere allora abbiamo una maggiore probabilità di sviluppare una malattia piuttosto che un’altra. E questo perché anche se conosciamo il trauma che ha prodotto il danno al tessuto, noi abbiamo la possibilità di diventare consapevoli anche di quale parte del nostro carattere ha reagito in quel modo e quale parte del nostro carattere ha contribuito a creare “recidive”. Se lavoriamo e trasformiamo quel tratto caratteriale il trauma che ha generato l’evento malattia non troverà il substrato psicologico, caratteriale ed emotivo per avvenire.

Seguiremo, metodologicamente, la connessione corpo mente per comprendere le ragioni profonde delle principali patologie e le riporteremo al loro senso intelligente al fine di trasformare noi stessi ed evolvere in una condizione di salute ritrovata.

Qui sii tratta del secondo modulo di un percorso dedicato al recupero del proprio benessere chiamato DAL DISAGIO AL BENESSERE, che consiste in tre moduli:

  1. “Corpo e carattere. Come il corpo ci racconta”;
  2. “Carattere e disagio. Quando la malattia rivela una ferita caratteriale”;
  3. “Strumenti per il recupero del benessere. BreathBalance e psiche”.

Anche questo modulo “Carattere e disagio. Quando la malattia rivela una ferita caratteriale”, si articola, come gli altri, in 2 incontri on line, il martedi sera (22 novembre e 29 novembre dalle ore 19.00 alle ore 21.30) e consente di proseguire il percorso “Dal disagio al benessere” con il successivo modulo “Strumenti per il recupero del benessere. BreathBalance e psiche” ( 6 e 13 dicembre).

La partecipazione a questo modulo (2 incontri) prevede un contributo di 60 euro.

Acquistando l’intero percorso (3 moduli, ovvero 6 incontri) in una unica soluzione a 180€, hai incluso, come omaggio, una consulenza “su misura” di 30 minuti con ALFONSO GUIZZARDI, psicologo, psicoterapeuta e sessuologo.

DAL DISAGIO AL BENESSERE 1. Corpo e Carattere. Quando il corpo racconta chi siamo (on line)

Ti è mai successo di incontrare qualcuno che, nonostante abbia capito tutto del proprio problema, non riesce ad liberarsi dei propri comportamenti autodistruttivi?

Qualcuno che si è anche ammalato seriamente a causa di questi comportamenti distruttivi!

E ti è anche capitato che questa persona ti abbia chiesto sostegno nelle tecniche o terapie olistiche che offri al mondo nella tua professione? Oppure un semplicemente un parente a cui stare vicino, se non sei un terapeuta, anche solo con qualche buona parola?

Per questo ho deciso di creare questo percorso on line (diviso in 3 moduli, ognuno di 2 incontri per un totale di 6 incontri) che inizia con la presa di coscienza che noi siamo anche  il nostro corpo.

Non SOLO il corpo ma ANCHE il corpo. Il nostro corpo infatti non è solo l’abito che il nostro carattere e la nostra Anima indossano per muoversi nel mondo, ma è anche, esso stesso, carattere e Anima in forma solida: è il luogo in cui vengono incise le esperienze che maggiormente sono state significative per noi. Inoltre il corpo è come un diario in cui viene raccontata quindi la nostra storia, la nostra biografia, il come stiamo attraversato la vita e non solo ciò che ci è accaduto. Il corpo racconta, a chi lo sa leggere, chi siamo per davvero.

Una persona con un tratto orale, insoddisfatto perché durante il periodo dell’allattamento ha ricevuto poche attenzioni da parte della madre, qualità del latte incluso, porta con sé quel bisogno, mostrandosi con un corpo molliccio, oppure una posizione della bocca di suzione, oppure un magrezza insolita, una instabilità nello stare sulle proprie gambe e nel mettere a fuoco il mondo che la circonda; sviluppa una forte predisposizione alle dipendenze, all’obesità, al cancro, alla depressione, ai sensi di colpa, ecc.

Imparare a leggere il corpo (nostro o di altri) e a capire quale è la struttura caratteriale  di cui è espressione ci permette un’approfondita consapevolezza di noi stessi e degli altri; questo significa che ci permette di comprendere le ragioni profonde di quei comportamenti che, a una prima occhiata, possono sembrare assurdi ed illogici, buffi oppure aggressivi, manipolatori o autodistruttivi.

Qui si tratta del primo modulo di un percorso dedicato al recupero del proprio benessere chiamato DAL DISAGIO AL BENESSERE, che consiste in tre moduli:

  1. “Corpo e carattere. Come il corpo ci racconta”;
  2. “Carattere e disagio. Quando la malattia rivela una ferita caratteriale”;
  3. “Strumenti per il recupero del benessere. BreathBalance e psiche”.

Questo modulo “Corpo e carattere. Come il corpo ci racconta”, si articola, come gli altri,  in 2 incontri on line, il martedì sera (8 novembre e 15 novembre dalle ore 19.00 alle ore 21.30) e consente di proseguire il percorso “Dal disagio al benessere” con il successivo modulo “Carattere e disagio. Quando la malattia rivela una ferita caratteriale” (22 e 29 novembre).

La partecipazione a questo modulo (2 incontri) prevede un contributo di 60 euro.

Acquistando l’intero percorso (3 moduli, ovvero 6 incontri) in una unica soluzione a 180€, hai incluso, come omaggio, una consulenza “su misura” di 30 minuti con ALFONSO GUIZZARDI, psicologo, psicoterapeuta e sessuologo.